Che cos’è la blefarite
La blefarite è l’infiammazione del bordo delle palpebre, dove crescono le ciglia e sboccano le ghiandole di Meibomio. Dà bruciore, prurito, arrossamento del margine palpebrale, crosticine alla base delle ciglia al risveglio e sensazione di corpo estraneo. È una condizione frequente, cronica e recidivante, non contagiosa, che si tiene sotto controllo con l’igiene palpebrale quotidiana, le terapie prescritte dall’oculista e, nelle forme legate alle ghiandole di Meibomio e all’acaro Demodex, con i trattamenti a luce: fotobiomodulazione con maschera blu e rossa e luce pulsata, disponibili nella sede GRI di Bergamo.
Si distinguono due forme, che spesso coesistono:
Blefarite anteriore: interessa la parte esterna del bordo palpebrale, intorno alle ciglia. È legata alla proliferazione di batteri della pelle (stafilococchi), alla dermatite seborroica o alla presenza eccessiva del Demodex, un acaro che vive nei follicoli delle ciglia.
Blefarite posteriore: interessa la parte interna del bordo, dove sboccano le ghiandole di Meibomio. Le ghiandole producono un secreto oleoso denso che le ostruisce e infiamma il margine: è la forma più legata all’occhio secco evaporativo, alla rosacea e a calazi e orzaioli ricorrenti.
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