Blefarite e ghiandole di Meibomio: sintomi, cause e come si cura

Che cos’è la blefarite

La blefarite è l’infiammazione del bordo delle palpebre, dove crescono le ciglia e sboccano le ghiandole di Meibomio. Dà bruciore, prurito, arrossamento del margine palpebrale, crosticine alla base delle ciglia al risveglio e sensazione di corpo estraneo. È una condizione frequente, cronica e recidivante, non contagiosa, che si tiene sotto controllo con l’igiene palpebrale quotidiana, le terapie prescritte dall’oculista e, nelle forme legate alle ghiandole di Meibomio e all’acaro Demodex, con i trattamenti a luce: fotobiomodulazione con maschera blu e rossa e luce pulsata, disponibili nella sede GRI di Bergamo.

Si distinguono due forme, che spesso coesistono:

  • Blefarite anteriore: interessa la parte esterna del bordo palpebrale, intorno alle ciglia. È legata alla proliferazione di batteri della pelle (stafilococchi), alla dermatite seborroica o alla presenza eccessiva del Demodex, un acaro che vive nei follicoli delle ciglia.

  • Blefarite posteriore: interessa la parte interna del bordo, dove sboccano le ghiandole di Meibomio. Le ghiandole producono un secreto oleoso denso che le ostruisce e infiamma il margine: è la forma più legata all’occhio secco evaporativo, alla rosacea e a calazi e orzaioli ricorrenti.

Sintomi della blefarite

I sintomi sono in genere bilaterali, peggiori al mattino e nei periodi di riacutizzazione:

  • bruciore, prurito e irritazione del bordo delle palpebre

  • arrossamento e gonfiore del margine palpebrale, palpebre gonfie al risveglio

  • crosticine, squame o “forfora” alla base delle ciglia; palpebre appiccicate al mattino

  • sensazione di sabbia o di corpo estraneo, occhio che brucia e occhio rosso

  • lacrimazione, fastidio alla luce, visione che si appanna e si schiarisce con l’ammiccamento

  • ciglia che cadono o crescono storte; nel Demodex, manicotti cilindrici trasparenti intorno alla base delle ciglia

  • orzaioli e calazi che si ripetono

Nelle forme croniche i sintomi si attenuano e si riacutizzano a ondate; per questo la blefarite va gestita come una condizione da tenere sotto controllo nel tempo, più che come un episodio da curare una volta sola.

Bordo palpebrale, ciglia e ghiandole: alla visita l’oculista guarda dove nasce la blefarite, poi imposta igiene, farmaci e luce nell’ordine giusto.

Medico oculista consegna la maschera LM LLLT del sistema eye-light a una paziente per la seduta di fotobiomodulazione contro l’occhio secco

Cause della blefarite

Le cause più comuni sono:

  • Disfunzione delle ghiandole di Meibomio: il secreto oleoso diventa denso, le ghiandole si ostruiscono e il bordo palpebrale si infiamma. È la causa più frequente della blefarite posteriore e dell’occhio secco evaporativo.

  • Batteri del bordo palpebrale: gli stafilococchi che vivono normalmente sulla pelle possono proliferare e produrre tossine che irritano il margine e le ciglia.

  • Demodex: l’acaro Demodex folliculorum vive nei follicoli delle ciglia di gran parte degli adulti e la sua presenza aumenta con l’età; quando prolifera causa prurito, manicotti alla base delle ciglia e blefariti che non rispondono alle terapie abituali.

  • Malattie della pelle: dermatite seborroica e rosacea coinvolgono spesso anche le palpebre (rosacea oculare).

  • Fattori ambientali e abitudini: polveri, fumo, aria secca, trucco non rimosso, lenti a contatto, lunghe ore allo schermo con ammiccamento ridotto.

  • Difetti visivi non corretti e diabete possono favorire le riacutizzazioni.

Blefarite e stress

Lo stress non è tra le cause riconosciute della blefarite, ma molti pazienti notano riacutizzazioni nei periodi di stanchezza, poco sonno o tensione. È plausibile: in quei periodi cambiano le abitudini (si dorme meno, ci si strofina gli occhi, si trascura l’igiene palpebrale) e le difese della superficie oculare si riducono. Il modo migliore per attraversare questi periodi è mantenere l’igiene palpebrale quotidiana e rivolgersi all’oculista se i sintomi non passano in pochi giorni.

La blefarite è contagiosa?

No. La blefarite non si trasmette da persona a persona: batteri e acari coinvolti sono normali ospiti della pelle, e il problema nasce dal loro squilibrio sul bordo palpebrale, non da un contagio. È però buona regola non condividere asciugamani, trucco e strumenti per gli occhi, per non aggravare l’irritazione.

Lo sapevi che?

Nelle palpebre ci sono circa 25-40 ghiandole di Meibomio in quella superiore e 20-30 in quella inferiore. A ogni ammiccamento le palpebre spremono una piccola quantità di olio, il meibum, che si distende sul film lacrimale e ne rallenta l’evaporazione. Quando le ghiandole si infiammano o si ostruiscono l’olio diventa denso e la lacrima evapora troppo in fretta: è il legame tra blefarite e occhio secco evaporativo, ed è il motivo per cui la cura della blefarite passa dal calore e dalla luce sulle palpebre.

Sistema eye-light di Espansione Group con il manipolo per la luce pulsata OPE IPL e la maschera LM LLLT

Le ghiandole di Meibomio: cosa sono e cosa succede quando si ostruiscono

Le ghiandole di Meibomio sono ghiandole sebacee allineate nello spessore delle palpebre, con lo sbocco sul bordo appena dietro le ciglia: in genere da 25 a 40 nella palpebra superiore e da 20 a 30 in quella inferiore. A ogni ammiccamento rilasciano il meibum, un secreto oleoso che forma lo strato più esterno del film lacrimale e impedisce alla lacrima di evaporare troppo in fretta. Quando funzionano bene non ci si accorge della loro esistenza; quando si ostruiscono, compaiono la blefarite posteriore e l’occhio secco evaporativo.

La disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD)

Con il tempo, con l’infiammazione del bordo palpebrale, con l’età e con alcune condizioni della pelle come la rosacea, il meibum diventa più denso e torbido, simile a dentifricio invece che a olio fluido, e resta intrappolato nei dotti. Le ghiandole si gonfiano (si parla a volte di meibomite quando prevale l’infiammazione), lo sbocco si tappa e il contenuto può organizzarsi in un calazio. Se l’ostruzione dura a lungo le ghiandole si accorciano e si atrofizzano: è un danno che non si recupera, ed è il motivo per cui conviene intervenire presto.

Ghiandole di Meibomio ostruite o gonfie: come si curano

  • Calore e massaggio: impacchi caldi di 5-10 minuti seguiti da un massaggio delicato della palpebra verso il bordo, ogni giorno, per fluidificare il meibum e favorirne l’uscita.

  • Espressione (spremitura) delle ghiandole: la esegue l’oculista alla lampada a fessura, dopo aver scaldato le palpebre, per svuotare i dotti ostruiti. Non va fatta da soli: una pressione sbagliata irrita il bordo e può danneggiare le ghiandole.

  • Igiene del bordo palpebrale con detergenti specifici, lacrime artificiali senza conservanti e, su prescrizione, cicli di antibiotici a basso dosaggio con effetto antinfiammatorio sulle ghiandole.

  • Trattamenti a luce e calore: la fotobiomodulazione con maschera rossa e la luce pulsata agiscono sulle ghiandole e sull’infiammazione del bordo, in cicli di 3-4 sedute nella sede GRI di Bergamo; il LipiFlow scalda e massaggia le palpebre dall’interno in una singola seduta di 12 minuti, a Brescia.

La valutazione delle ghiandole (aspetto dello sbocco, qualità del secreto alla pressione, stabilità del film lacrimale) fa parte della visita della superficie oculare e guida la scelta del trattamento. Il quadro completo dell’occhio secco evaporativo è nella scheda sull’occhio secco.

Una blefarite che torna si può controllare: igiene, terapia e luce, nell’ordine giusto.

Paziente e medico oculista nello studio con il sistema eye-light per il trattamento dell’occhio secco

Come si diagnostica

La diagnosi è clinica: alla lampada a fessura l’oculista osserva il bordo palpebrale, la base delle ciglia (crosticine, manicotti da Demodex, ciglia mancanti), lo sbocco e la qualità del secreto delle ghiandole di Meibomio, e valuta il film lacrimale (stabilità, test di Schirmer, osmolarità) per capire quanto la blefarite ha già compromesso la lacrima. Si cercano anche i segni di rosacea e dermatite seborroica sul viso. In base al quadro si distingue la componente batterica, da Demodex o da ghiandole di Meibomio, perché la cura cambia.

Come si cura la blefarite

La cura si costruisce a strati: l’igiene palpebrale è la base per tutti, i farmaci si aggiungono quando servono e per periodi definiti, i trattamenti a luce agiscono sulla causa nelle forme da ghiandole di Meibomio e da Demodex.

1. Igiene palpebrale quotidiana

  • Impacchi caldi: 5-10 minuti con una garza o una mascherina riscaldata sulle palpebre chiuse, per sciogliere il secreto denso delle ghiandole.

  • Massaggio delicato del bordo palpebrale dopo il calore, per favorire lo svuotamento delle ghiandole.

  • Pulizia del bordo con salviette o detergenti specifici per le palpebre, rimuovendo crosticine e residui alla base delle ciglia. Nel Demodex si usano prodotti a base di tea tree oil o altri principi attivi indicati dall’oculista.

  • Lacrime artificiali senza conservanti per ripristinare il film lacrimale; rimozione completa del trucco ogni sera; pausa dalle lenti a contatto nelle fasi acute.

2. Farmaci, quando servono

Su prescrizione dell’oculista: pomate o colliri antibiotici per le riacutizzazioni batteriche, brevi cicli di antinfiammatori, e nelle forme da ghiandole di Meibomio o da rosacea alcuni antibiotici per bocca a basso dosaggio, usati per l’effetto antinfiammatorio sulle ghiandole. Durata e scelta dipendono dal quadro e dalla risposta; non vanno usati in autonomia.

3. Luce blu, luce rossa e luce pulsata

Nelle blefariti legate alle ghiandole di Meibomio e al Demodex, al Gruppo Refrattivo Italiano usiamo il sistema eye-light di Espansione Group. La maschera blu di fotobiomodulazione stabilizza il microbioma del bordo palpebrale e agisce sugli acari; la maschera rossa, nella stessa seduta, stimola il metabolismo delle cellule e delle ghiandole e scioglie il secreto ostruito; la luce pulsata chiude i piccoli vasi infiammati del margine e riduce la carica batterica. Il protocollo indicato dal produttore per blefarite e Demodex prevede luce pulsata più maschere blu e rossa in 2-3 sedute da 15 minuti a 5-10 giorni di distanza, oppure le sole maschere in 3-4 sedute a 2-7 giorni; per la rosacea oculare da 3 a 5 sedute. Sedute ambulatoriali, a occhi chiusi, senza anestesia e senza recupero.

Le maschere di fotobiomodulazione e la luce pulsata sono nella sede GRI di Bergamo; a Brescia, al Centro Oculistico Bresciano, luce pulsata e LipiFlow. Come funzionano le tecnologie, cosa si sente e controindicazioni: fotobiomodulazione e luce pulsata per l’occhio secco.

Maschera rossa per le ghiandole di Meibomio, maschera blu per il bordo palpebrale e il Demodex: le due maschere LLLT in uso nella sede GRI di Bergamo.

Maschera LM LLLT a luce rossa del sistema eye-light per la fotobiomodulazione dell’occhio secco

La blefarite si può guarire del tutto?

Una cura definitiva, nel senso di una terapia che la elimina per sempre, non esiste: la blefarite è una condizione cronica che tende a tornare, perché batteri, acari e ghiandole di Meibomio fanno parte della fisiologia della palpebra. Si può però portare a lunghi periodi senza sintomi: l’igiene palpebrale costante riduce le riacutizzazioni, i trattamenti a luce agiscono sulla causa nelle forme da ghiandole e da Demodex, e i richiami periodici (in genere ogni 6-18 mesi) mantengono il risultato. Chi smette del tutto l’igiene palpebrale vede quasi sempre tornare i sintomi.

Complicanze da non trascurare

Una blefarite trascurata può portare a orzaioli e calazi ricorrenti, a un occhio secco evaporativo con ghiandole di Meibomio che si atrofizzano, a irritazione cronica della congiuntiva e, nei casi più severi, a cheratiti marginali, con ulcere ai bordi della cornea. Sintomi che non migliorano in una o due settimane di igiene palpebrale, dolore, calo della vista o una palpebra molto gonfia richiedono una visita oculistica.

Maschera blu per il bordo palpebrale, maschera rossa per le ghiandole: nella stessa seduta.

Paziente durante una seduta di fotobiomodulazione con la maschera LM LLLT a luce rossa, a occhi chiusi

Domande frequenti sulla blefarite

Tutte le domande frequenti

Quanto dura una blefarite?

Una riacutizzazione migliora in genere in una o due settimane con l’igiene palpebrale e, se prescritta, la terapia; la tendenza a tornare però resta, perché la blefarite è cronica. L’obiettivo realistico è allungare i periodi senza sintomi.

Qual è la cura più efficace per la blefarite?

Dipende dalla causa: igiene palpebrale quotidiana per tutti, antibiotici o antinfiammatori su prescrizione nelle riacutizzazioni, prodotti specifici per il Demodex, e nelle forme da ghiandole di Meibomio e da Demodex i trattamenti a luce (maschere blu e rossa, luce pulsata) che agiscono sulla causa. La visita stabilisce la combinazione giusta.

La blefarite è contagiosa?

No. Batteri e acari coinvolti sono normali ospiti della pelle e il problema nasce dal loro squilibrio, non da un contagio. Meglio comunque non condividere asciugamani e trucco.

Che cos’è il Demodex e come si elimina?

È un acaro microscopico che vive nei follicoli delle ciglia di gran parte degli adulti; quando prolifera causa prurito, manicotti alla base delle ciglia e blefariti resistenti. Si tratta con l’igiene palpebrale con prodotti specifici e, al GRI, con la maschera blu di fotobiomodulazione, indicata dal produttore per la stabilizzazione del microbioma e l’eradicazione dei parassiti, in 3-4 sedute.

Cosa sono le ghiandole di Meibomio ostruite e come si sbloccano?

Sono le ghiandole delle palpebre che producono la parte grassa delle lacrime; quando il loro secreto diventa denso si tappano, la palpebra si gonfia e la lacrima evapora troppo in fretta. Si sbloccano con impacchi caldi e massaggio quotidiani, con l’espressione delle ghiandole fatta dall’oculista e, nei quadri più ostinati, con fotobiomodulazione, luce pulsata o LipiFlow.

Che cos’è la meibomite?

È l’infiammazione delle ghiandole di Meibomio: il bordo palpebrale si arrossa, le ghiandole appaiono gonfie e tappate e il secreto esce denso o non esce affatto. È la forma infiammatoria della blefarite posteriore e si cura come la disfunzione delle ghiandole di Meibomio, con in più, se serve, una terapia antinfiammatoria prescritta dall’oculista.

Blefarite e occhio secco sono la stessa cosa?

No, ma sono legati: la blefarite posteriore ostruisce le ghiandole di Meibomio e provoca un occhio secco evaporativo, e l’occhio secco a sua volta irrita il bordo palpebrale. Per questo si trattano insieme. Vedi la scheda sull’occhio secco.

Posso portare le lenti a contatto con la blefarite?

Nelle fasi acute conviene sospenderle: il bordo infiammato e il film lacrimale instabile le rendono poco tollerate e aumentano il rischio di irritazioni. Con la blefarite sotto controllo si riprendono con un’igiene rigorosa delle lenti e delle palpebre.

Quanto costa il trattamento della blefarite al GRI?

La visita costa 150 € ed è comprensiva degli esami. Il costo di un eventuale ciclo di sedute con maschere e luce pulsata dipende dal protocollo e dal numero di sedute, stabiliti dopo la diagnosi: ricevi un preventivo completo alla visita.

Dove si fa il trattamento a luce per la blefarite?

Le maschere di fotobiomodulazione (blu e rossa) e la luce pulsata sono nella sede GRI di Bergamo, Via Giovanni Motta 37; a Brescia, in Via dei Mille 14, luce pulsata e LipiFlow. Prenotazione online o al telefono.

Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo, fondatore del Gruppo Refrattivo Italiano

Dott. Andrea Russo

Chirurgo oftalmologo, fondatore GRI

Dott. Alessandro Boldini, medico oculista del Gruppo Refrattivo Italiano

Dott. Alessandro Boldini

Medico oculista GRI

Dott. Daniele Marchina, medico oculista del Gruppo Refrattivo Italiano

Dott. Daniele Marchina

Medico oculista GRI

Revisione scientifica

I contenuti di questa pagina sono revisionati dal Dott. Andrea Russo, coautore della revisione 2025 su diagnosi e gestione dell’occhio secco pubblicata su Ophthalmology and Therapy e del consenso italiano Delphi 2022, con i medici oculisti del Gruppo Refrattivo Italiano. I protocolli dei trattamenti a luce (numero, durata e distanza delle sedute) sono quelli indicati dal produttore del sistema eye-light; il piano di ogni paziente viene stabilito alla visita.

Dott. Andrea Russo: ORCID 0000-0002-1566-3662 · Google Scholar · PubMed · tutte le 60 pubblicazioni.

Bibliografia di riferimento

  • American Academy of Ophthalmology. Blepharitis Preferred Practice Pattern. aao.org

  • Aragona P, Barabino S, Di Zazzo A, et al. (coautore: Russo A). Dry Eye Disease: From Causes to Patient Care and Clinical Collaboration. A Narrative Review. Ophthalmol Ther. 2025;14(7):1411-1428. DOI: 10.1007/s40123-025-01161-8

  • Low-level light therapy and intense pulse light therapy in meibomian gland dysfunction. A systematic review and meta-analysis. Cont Lens Anterior Eye. 2024. DOI: 10.1016/j.clae.2024.102344

  • Espansione Group. Protocolli suggeriti, oftalmologia segmento anteriore, v11.24.

Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026.

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