Cataratta: cos'è, sintomi, cause e quando operarla

La cataratta è l'opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio: la luce non arriva più nitida alla retina, la vista si annebbia, i colori sbiadiscono e le luci notturne abbagliano. Riguarda metà delle persone oltre i 70 anni ed è la prima causa di cecità reversibile nel mondo. Non si cura con colliri o farmaci: l'unico trattamento è l'intervento, oggi rapido e ambulatoriale, con una lente intraoculare che può correggere anche gli altri difetti visivi. In questa pagina: come riconoscerla, perché viene, quando conviene operarla.

Cos'è

L'opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio. Arriva con l'età, non regredisce e non si cura con colliri o farmaci.

Come si riconosce

Vista annebbiata, abbagliamento e aloni di notte, colori sbiaditi, occhiali che vanno cambiati spesso e non bastano più.

Come si cura

Con l'intervento: 10-15 minuti per occhio, in day surgery, con una lente su misura che corregge anche gli altri difetti. Da 3.400 € per occhio.

Che cos'è la cataratta

Il cristallino è una lente trasparente posta dietro l'iride: mette a fuoco le immagini sulla retina e, da giovani, cambia forma per vedere da vicino. Con gli anni le sue proteine si aggregano e la lente perde trasparenza: questa è la cataratta. Non è una pellicola che cresce sopra l'occhio, come si sente dire, ma un cambiamento interno alla lente, che non regredisce. Il processo è lento, spesso diverso tra i due occhi, e nelle prime fasi può passare inosservato.

Il nome viene dal latino cataracta, cascata: gli antichi immaginavano un velo d'acqua che scendeva davanti alla pupilla. Oggi sappiamo che la trasparenza si perde dall'interno e che l'unico modo di recuperarla è sostituire la lente.

La cataratta non si cura con i colliri: quando comincia a limitare guida, lettura e lavoro, l'intervento restituisce una vista nitida in pochi giorni.

donna anziana con cataratta matura guarda gli occhiali che regge con le mani

Quanto è diffusa

Nel mondo circa 20 milioni di persone sono cieche per cataratta, quasi sempre perché non hanno accesso all'intervento. In Italia è presente in metà della popolazione a 70 anni e l'operazione di cataratta è l'intervento chirurgico più eseguito, con circa 550.000 procedure l'anno. Con l'età praticamente tutti sviluppano un certo grado di opacità del cristallino, come i capelli bianchi: la differenza sta in quanto e quando disturba la vista.

I sintomi della cataratta

I sintomi compaiono gradualmente e senza dolore, per questo molte persone si abituano e li sottovalutano. I più frequenti sono:

  • Visione annebbiata o velata, come guardare attraverso un vetro sporco o appannato, che non migliora cambiando gli occhiali.

  • Abbagliamento e aloni intorno ai fari e ai lampioni, soprattutto guidando di notte o con il sole basso.

  • Colori meno vivaci, con una tendenza al giallo o al marrone, e minor contrasto.

  • Bisogno di più luce per leggere e difficoltà con i caratteri piccoli.

  • Cambi frequenti di gradazione degli occhiali, che restano utili per poco.

  • Ritorno temporaneo della vista da vicino (la cosiddetta seconda vista): la cataratta nucleare rende l'occhio più miope e per un periodo si legge senza occhiali.

  • Immagini sdoppiate o ombre in un solo occhio, anche coprendo l'altro.

La cataratta non causa dolore, arrossamento o perdita improvvisa della vista: se compaiono, la causa è un'altra e serve una visita in tempi brevi.

Le cause e i fattori di rischio

La causa principale è l'età: la cataratta senile inizia in genere dopo i 60 anni. Alcuni fattori la anticipano o la accelerano:

  • esposizione prolungata ai raggi ultravioletti senza occhiali da sole;

  • fumo di sigaretta;

  • diabete, soprattutto se poco controllato;

  • uso prolungato di cortisonici, anche in colliri, spray o inalatori;

  • miopia elevata;

  • traumi oculari, anche lontani nel tempo;

  • precedenti infiammazioni (uveiti) o interventi all'occhio, come la vitrectomia;

  • familiarità e alcune malattie generali, come la dermatite atopica o la distrofia miotonica.

La cataratta congenita è rara: è presente alla nascita o compare nei primi mesi, per infezioni contratte in gravidanza, malattie metaboliche o cause ereditarie. Va riconosciuta e trattata presto, perché un occhio che non riceve immagini nitide nei primi anni non sviluppa una vista normale (ambliopia).

I tipi di cataratta

  • Nucleare: interessa il centro del cristallino ed è la forma più comune legata all'età; spesso rende l'occhio più miope.

  • Corticale: opacità a raggiera che partono dalla periferia della lente; disturba soprattutto con abbagliamento e aloni.

  • Sottocapsulare posteriore: si forma sulla faccia posteriore del cristallino, evolve più in fretta e disturba lettura e visione con luce intensa; è tipica di diabete e terapie cortisoniche e può comparire anche prima dei 50 anni.

  • Congenita: presente dalla nascita o dai primi mesi di vita.

  • Secondaria o complicata: conseguenza di altre malattie dell'occhio, di traumi o di farmaci.

Attenzione ai nomi: si chiama cataratta secondaria anche l'opacizzazione della capsula che sostiene la lente artificiale dopo l'intervento. Non è un ritorno della cataratta e si risolve in pochi minuti, in ambulatorio, con un laser YAG. Trovi la spiegazione nelle domande frequenti sulla cataratta.

La cataratta secondaria non è un ritorno della cataratta: è la capsula che si opacizza e si risolve in pochi minuti con il laser YAG.

uomo anziano con cataratta secondaria si sottopone a visita oculistica

Come si diagnostica

La diagnosi è clinica e si fa con una visita oculistica completa: misura dell'acuità visiva, esame alla lampada a fessura con pupilla dilatata (mostra tipo, sede e densità dell'opacità), misura della pressione oculare ed esame del fondo dell'occhio, per escludere che il calo della vista dipenda da retina o nervo ottico. Se si programma l'intervento si aggiungono la biometria ottica, che misura l'occhio per calcolare la lente intraoculare, la topografia corneale per l'astigmatismo e l'OCT della macula.

Al GRI la visita oculistica completa costa 150 € e comprende tutti gli esami: si prenota online o per telefono nelle sedi di Brescia e Bergamo.

Quando operare la cataratta

Non serve aspettare che la cataratta sia matura, come si consigliava decenni fa. Il momento giusto è quando la vista limita la vita di tutti i giorni: guidare, soprattutto di notte, leggere, lavorare al computer, fare sport, riconoscere i volti. In alcuni casi è l'oculista a consigliare di non rimandare: una cataratta molto densa, una pressione oculare che sale perché il cristallino si è ingrossato, la necessità di controllare bene la retina.

Aspettare troppo non è neutro: con il tempo il cristallino diventa più duro, l'intervento richiede più energia ed è più delicato, e una cataratta ipermatura può causare infiammazione e aumento della pressione. Segnali che è il momento di parlarne con l'oculista: fatica alla guida notturna, occhiali che non bastano più, la seconda vista che svanisce, cambi di gradazione ogni pochi mesi.

Il percorso, passo per passo

Dalla prima visita al secondo occhio: ecco come si svolge il percorso della cataratta al Gruppo Refrattivo Italiano, a Brescia e a Bergamo.

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1. Visita oculistica completa

Circa un'ora, 150 € con tutti gli esami: acuità visiva, lampada a fessura, pressione oculare, fondo dell'occhio. Si conferma la diagnosi e si valuta se è il momento di operare.

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2. Biometria e scelta della lente

Misuriamo l'occhio con la biometria ottica e la topografia corneale per calcolare la lente intraoculare e scegliere insieme il tipo: monofocale, torica, EDOF o trifocale.

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3. L'intervento

Con laser a femtosecondi e anestesia in gocce, 10-15 minuti per occhio in day surgery: tra preparazione e riposo circa due ore in clinica, poi a casa accompagnati.

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4. Il giorno dopo

Controllo post-operatorio: la vista è già migliore e si riprendono le attività quotidiane, con i colliri prescritti e qualche precauzione per una o due settimane.

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5. Il secondo occhio e i controlli

Se serve, il secondo occhio si opera dopo una o due settimane, con la lente perfezionata sul risultato del primo. I controlli sono inclusi per 6 mesi.

Come si cura: l'intervento di cataratta

Nessun collirio, integratore o dieta fa regredire la cataratta. L'unica cura è chirurgica: il cristallino opaco viene frammentato e aspirato attraverso una micro-incisione (facoemulsificazione) e sostituito con una lente intraoculare scelta su misura. Al GRI l'intervento si esegue con il laser a femtosecondi, che automatizza le incisioni, l'apertura della capsula e la frammentazione del cristallino, in day surgery e con anestesia in gocce: dura circa 10-15 minuti per occhio e si torna a casa lo stesso giorno. I due occhi si operano di norma a distanza di una o due settimane.

La lente intraoculare può correggere nello stesso intervento miopia, ipermetropia e astigmatismo (lenti toriche) e ridurre la dipendenza dagli occhiali da vicino (lenti EDOF e trifocali). Il costo dipende dalla lente: da 3.400 € per un occhio, da 6.600 a 8.600 € per entrambi, con i controlli inclusi per 6 mesi. Tutti i dettagli su tecnica, lenti e recupero sono nella pagina dell'intervento di cataratta e nel listino.

Un'informazione onesta: il laser a femtosecondi rende alcuni passaggi più precisi e riproducibili, ma i grandi studi comparativi mostrano risultati visivi sovrapponibili a quelli della facoemulsificazione tradizionale eseguita da chirurghi esperti. La differenza la fanno la misurazione accurata dell'occhio, la scelta della lente e l'esperienza di chi opera.

Recupero e vita dopo l'intervento

La visione migliora già nelle prime 24-48 ore e si stabilizza in alcune settimane. Si usano colliri per qualche settimana, si evitano sforzi intensi, piscina e trucco degli occhi per una o due settimane e si riprende a guidare quando l'oculista lo conferma al controllo. Se resta un piccolo difetto residuo, si corregge con occhiali leggeri o, in casi selezionati, con un ritocco laser. Anche chi ha già fatto un intervento laser agli occhi in passato può operarsi di cataratta: serve solo un calcolo della lente con formule dedicate.

Dopo l'intervento la vista migliora in 24-48 ore e si torna alle attività quotidiane dal giorno successivo, con i controlli inclusi per 6 mesi.

donna post intervento di cataratta

Si può prevenire?

Non del tutto, perché l'invecchiamento del cristallino non si ferma. Si può però rallentare e proteggere la vista: occhiali da sole con filtro UV, niente fumo, diabete ben controllato, cortisonici solo quando servono davvero, alimentazione ricca di frutta e verdura, che in diversi studi è associata a un rischio più basso. Dopo i 60 anni una visita oculistica ogni uno o due anni permette di seguire l'evoluzione e di scegliere il momento migliore per intervenire, senza fretta e senza ritardi.

Cataratta o presbiopia?

Dopo i 45 anni il cristallino si irrigidisce e perde la capacità di mettere a fuoco da vicino: è la presbiopia, che non è cataratta e non riduce la trasparenza. Le due condizioni però riguardano lo stesso organo e spesso si sommano dopo i 60 anni: per questo chi si opera di cataratta può scegliere una lente che corregga anche la presbiopia. Chi invece è presbite senza cataratta ha soluzioni laser come Presbyond, che lasciano il cristallino al suo posto.

Domande frequenti sulla cataratta

Le risposte brevi alle domande più comuni; le altre sono nella pagina delle domande frequenti.

La cataratta fa perdere la vista per sempre?

No. La cataratta è la prima causa di cecità nel mondo solo dove manca l'accesso alla chirurgia: l'intervento restituisce la vista in modo completo, a meno che non ci siano altre malattie dell'occhio (retina, nervo ottico). Aspettare molti anni rende però l'intervento più complesso.

A che età viene la cataratta?

Di solito dopo i 60-65 anni. Forme più precoci, tra i 40 e i 55 anni, si vedono nei miopi elevati, nei diabetici, in chi usa cortisonici a lungo o ha subito traumi e interventi all'occhio. La cataratta congenita, rara, è presente dalla nascita.

La cataratta può tornare dopo l'intervento?

No: la lente artificiale non si opacizza. Può opacizzarsi la capsula che la sostiene (cataratta secondaria), in una parte dei pazienti dopo mesi o anni; si risolve in ambulatorio con il laser YAG in pochi minuti e non si ripresenta.

Quanto posso aspettare prima di operarmi?

Non c'è un'urgenza nella maggior parte dei casi: si decide in base a quanto la vista limita la vita quotidiana. Conviene però non aspettare che il cristallino diventi molto duro, perché l'intervento si allunga e il recupero è più lento. L'oculista indica se ci sono motivi per non rimandare.

Si vede dall'esterno che ho la cataratta?

Solo in fase molto avanzata, quando la pupilla appare grigiastra o biancastra. Nelle fasi in cui oggi si opera la cataratta non è visibile a occhio nudo: la diagnosi si fa alla lampada a fessura durante la visita.

Devo operare tutti e due gli occhi?

Se la cataratta è in entrambi gli occhi sì, di norma a distanza di una o due settimane: il risultato del primo occhio aiuta a perfezionare la scelta della lente per il secondo. Se un solo occhio è interessato si opera solo quello. Tutti i dettagli sono nella pagina dell'intervento di cataratta.

Dott. Andrea Russo

Dott. Andrea Russo

Chirurgo oftalmologo, fondatore GRI

Dott. Alessandro Boldini

Dott. Alessandro Boldini

Medico oculista GRI

Revisione medica

I contenuti di questa pagina sono revisionati dal Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo e fondatore del Gruppo Refrattivo Italiano, e dal Dott. Alessandro Boldini, medico oculista GRI.

Le fonti scientifiche di riferimento sono pubblicazioni peer-reviewed del Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo e fondatore del Gruppo Refrattivo Italiano: ORCID 0000-0002-1566-3662 · Google Scholar · PubMed · tutte le 60 pubblicazioni.

Bibliografia di riferimento

  • Liu YC, Wilkins M, Kim T, Malyugin B, Mehta JS. Cataracts. Lancet. 2017;390(10094):600-612. DOI: 10.1016/S0140-6736(17)30544-5

  • Day AC, Gore DM, Bunce C, Evans JR. Laser-assisted cataract surgery versus standard ultrasound phacoemulsification cataract surgery. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2016;7:CD010735. DOI: 10.1002/14651858.CD010735.pub2

  • Savini G, Hoffer KJ, Russo A e coll. Calcolo della lente intraoculare con ray tracing negli occhi operati di cheratotomia radiale. Journal of Clinical Medicine. 2026. DOI: 10.3390/jcm15020866

  • World Health Organization. World report on vision. Ginevra: WHO; 2019. who.int

Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026.

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