Calazio: cause, sintomi e quando serve l’intervento
Che cos’è il calazio
Il calazio è un rigonfiamento della palpebra dovuto all’ostruzione di una ghiandola di Meibomio, che produce la parte grassa delle lacrime. A differenza dell’orzaiolo non è un’infezione e di solito non fa male: si presenta come un nodulo duro che può durare settimane. Nella maggior parte dei casi si risolve con impacchi caldi e igiene delle palpebre; se persiste oltre 4-6 settimane o disturba la vista, l’oculista può trattarlo con un’iniezione di cortisone o con una piccola incisione ambulatoriale.
Il calazio è un'infiammazione di una o più ghiandole di Meibomio. Queste ghiandole producono la componente lipidica delle lacrime. Le lacrime infatti non sono composte solo di acqua, ma da un mix di elementi piuttosto complesso.
Quando una di queste ghiandole si ostruisce a causa di una secrezione eccessiva di sebo o di un blocco delle vie di drenaggio, può formarsi un calazio. Sebbene spesso non sia doloroso, può essere molto fastidioso e antiestetico.
Lo sapevi che?
Il nome calazio viene dal latino tardo chalazium, a sua volta dal greco chalázion, diminutivo di chálaza, «granulo»: un'immagine azzeccata per il piccolo nodulo duro che si avverte al tatto nello spessore della palpebra.
Quali sono le cause e i sintomi del calazio
Le cause esatte del calazio non sono sempre chiare, ma possono includere:
infezioni batteriche
un blocco delle vie di drenaggio delle ghiandole sebacee nelle palpebre
alcune condizioni cutanee come la rosacea o la blefarite
Ma come si manifesta? Il primo segnale è un nodulo, molto spesso indolore, sulla palpebra, proprio in corrispondenza di una di queste ghiandole. Subentrano poi gonfiore o arrossamento della palpebra, secrezione oculare e lacrimazione e sensazione di corpo estraneo.
Se il calazio comprime l'occhio è possibile che anche la visione risulti alterata.
Il calazio non va confuso con l'orzaiolo, un'altra condizione della palpebra. Mentre l'orzaiolo è spesso doloroso e si verifica all'esterno del margine palpebrale, il calazio è solitamente indolore e può svilupparsi all'interno o all'esterno della palpebra.
Una corretta igiene riduce la possibilità di sviluppare il calazio.
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Come si cura il calazio
La gestione del calazio dipende dalla sua gravità. In molti casi, il calazio può scomparire da solo nel corso di alcune settimane. Tuttavia, ci sono alcune misure che possono aiutare a trattare il calazio o accelerarne la risoluzione, tra queste:
l'applicazione di compresse calde per 10-15 minuti diverse volte al giorno
mantenere una buona igiene delle palpebre
detergenti specifici indicati dall’oculista
antibiotici
iniezione di corticosteroidi
drenaggio chirurgico
Come si previene il calazio
La prevenzione è fondamentale, soprattutto per le persone che risultano soggette. Mantenere una buona igiene delle palpebre e rimuovere sempre il trucco dagli occhi prima di dormire sarà fondamentale. Utile anche non sfregare gli occhi eccessivamente e trattare tempestivamente le condizioni della pelle come la rosacea o la blefarite.
Lo sapevi che?
Alla base delle ciglia possono vivere minuscoli acari, i Demodex. In uno studio su 155 persone condotto a Canton, in Cina, sono stati trovati nel 69% di chi aveva un calazio contro il 20% di chi non lo aveva, sia negli adulti sia nei bambini: gli autori li considerano un fattore di rischio.
In conclusione, il calazio può causare fastidi, ma nella maggior parte dei casi è gestibile con successo o con trattamenti non invasivi. Tuttavia, è importante consultare un oculista se si sospetta di avere un calazio o se i sintomi persistono, poiché, in alcuni casi, potrebbe essere necessario un trattamento più specifico.
Approfondisci: orzaiolo, palpebre gonfie, occhio che lacrima.
Domande frequenti sul calazio
Le risposte brevi alle domande più frequenti. Per il tuo caso specifico serve una visita: prenota online.
Quanto dura un calazio?
Da alcune settimane a qualche mese. Con impacchi caldi e igiene palpebrale regolari la maggior parte si riassorbe entro 4-6 settimane; se persiste oltre o disturba la vista, l’oculista può trattarlo.
Calazio e orzaiolo: che differenza c’è?
L’orzaiolo è un’infezione acuta e dolorosa del bordo della palpebra, che compare in fretta e guarisce in pochi giorni. Il calazio è un nodulo duro e di solito indolore dovuto a una ghiandola di Meibomio ostruita, che cresce lentamente e dura settimane.
Come si fa passare un calazio in fretta?
Impacchi caldo-umidi per 5-10 minuti, 3-4 volte al giorno, seguiti da un leggero massaggio della palpebra verso il bordo, e pulizia quotidiana delle ciglia. Non va spremuto. Se dopo alcune settimane non migliora si valuta l’iniezione di cortisone o l’incisione ambulatoriale.
Come si toglie il calazio? L’intervento fa male?
Si esegue in ambulatorio con anestesia locale: una piccola incisione dall’interno della palpebra, senza punti e senza cicatrici visibili, in pochi minuti. Nei giorni successivi si applica una pomata; il gonfiore si riassorbe in una settimana circa.
Perché il calazio torna?
Perché la causa di fondo, cioè la disfunzione delle ghiandole di Meibomio, spesso legata a blefarite, rosacea o acari Demodex, resta. L’igiene palpebrale quotidiana e il trattamento della blefarite riducono le recidive; se si ripete sempre nello stesso punto serve una valutazione.
Il calazio può abbassare la vista?
Un calazio grande sulla palpebra superiore può premere sulla cornea e indurre un astigmatismo temporaneo con visione sfocata, che si risolve rimuovendolo. Può anche far scendere la palpebra (ptosi meccanica).
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Dott. Alessandro Boldini
Medico oculista GRI
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Dott. Daniele Marchina
Medico oculista GRI
Revisione medica
I contenuti di questa pagina sono revisionati dal Dott. Alessandro Boldini e dal Dott. Daniele Marchina, medici oculisti del Gruppo Refrattivo Italiano.
Le fonti scientifiche di riferimento sono pubblicazioni peer-reviewed del Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo e fondatore del Gruppo Refrattivo Italiano: ORCID 0000-0002-1566-3662 · Google Scholar · PubMed · tutte le 60 pubblicazioni.
Bibliografia di riferimento
Aragona P, Barabino S, Di Zazzo A, et al. (coautore: Russo A). Dry Eye Disease: From Causes to Patient Care and Clinical Collaboration-A Narrative Review. Ophthalmol Ther. 2025;14(7):1411-1428. DOI: 10.1007/s40123-025-01161-8 · PubMed
Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2026.
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