Cheratocono: sintomi, cause e trattamenti
Che cos’è il cheratocono
Il cheratocono è una malattia progressiva della cornea, che si assottiglia e si deforma a cono causando astigmatismo irregolare e visione distorta. Compare in genere nell’adolescenza e può evolvere fino ai 30-40 anni. Si diagnostica con la topografia corneale; nelle fasi iniziali si corregge con occhiali e lenti a contatto, la progressione si ferma con il cross-linking (1.500 € per occhio) e nei casi avanzati serve il trapianto di cornea. Il cheratocono è una controindicazione al laser refrattivo: per chi vuole liberarsi degli occhiali l’alternativa sono le lenti ICL, valutate caso per caso.
Questa malattia comporta un progressivo assottigliamento e una curvatura anomala soprattutto nella parte centrale della cornea, che assume una forma simile a quella di un cono, causando una visione sfocata e distorta.
Il cheratocono insorge generalmente intorno ai 15 anni.
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Quali sono le cause del cheratocono
Le cause esatte del cheratocono non sono del tutto chiare, ma sembra che una combinazione di fattori genetici e ambientali possa contribuire al suo sviluppo. Ecco alcuni dei fattori noti:
Genetica, è possibile che la malattia venga ereditata da un parente di primo grado con la stessa condizione, questo suggerisce una predisposizione genetica.
Sfregamento degli occhi, lo sfregamento frequente degli occhi, spesso associato al prurito dovuto ad allergie, al momentaneo senso di sollievo che si sperimenta o ad abitudini compulsive, può aumentare il rischio di sviluppare il cheratocono.
Altre malattie dell’occhio concomitanti, la presenza di glaucoma o retinite pigmentosa, possono essere correlati al cheratocono.
Uso di lenti a contatto, l'uso prolungato e improprio di lenti a contatto può contribuire allo sviluppo del cheratocono.
Lo sapevi che?
Uno studio americano su oltre 16.000 persone con cheratocono ha trovato un legame inatteso: chi ha il diabete ha meno probabilità di ricevere questa diagnosi. Un'ipotesi è che gli zuccheri in eccesso creino legami tra le fibre di collagene, una sorta di cross-linking naturale che rende la cornea più robusta.
Quali sono i sintomi del cheratocono
Visione sfocata o distorta: la visione da vicino e da lontano può diventare sfocata e distorta.
Sensibilità alla luce: l'occhio può diventare più sensibile alla luce.
Doppia visione e abbagliamento: il cheratocono può causare doppia visione e abbagliamento, specialmente di notte.
Irregolarità nella forma della cornea: il medico può rilevare irregolarità nella forma della cornea durante una visita oculistica.
Come si tratta il cheratocono: cross-linking, lenti e trapianto

Come si diagnostica il cheratocono
La diagnosi del cheratocono avviene attraverso una visita completa eseguita da un oculista, durante la quale verrà eseguito un esame specifico completamente indolore, chiamato topografia corneale. Lo strumento che eseguirà tale esame ha lo scopo di mappare la superficie della cornea e identificare le anomalie, senza entrare in contatto con l’occhio.
Lo sapevi che?
Prima di chiamarsi cheratocono, questa malattia ha avuto più di dieci nomi, tra cui «cornea conica» e «cornea a pan di zucchero». La prima descrizione accurata e completa è generalmente attribuita al medico John Nottingham, che nel 1854 le dedicò un trattato di 270 pagine.
Fonti: Grzybowski A. et al., Clin Exp Optom 2013; Gokul A. et al., Cornea 2016
Ecco alcune delle opzioni di trattamento per il cheratocono.
Occhiali o lenti a contatto speciali: inizialmente, il cheratocono può essere gestito con l'uso di occhiali o lenti a contatto rigide speciali progettate per migliorare la visione.
Cross-linking corneale: questo trattamento mira a irrigidire la cornea e a ridurne la deformazione per contrastare la progressione del cheratocono. Non ha effetti sulla qualità della visione.
Interventi chirurgici: in casi più gravi, può essere necessario ricorrere a interventi chirurgici come il trapianto di cornea (cheratoplastica) per migliorare la visione.
Il cheratocono è una condizione, in molti casi, progressiva che può avere un impatto significativo sulla qualità della vista. Tuttavia, con una diagnosi tempestiva e il giusto trattamento, molte persone affette da cheratocono possono gestire la loro condizione e mantenere una visione adeguata. È fondamentale consultare un oculista per una diagnosi accurata e discutere delle opzioni di trattamento più appropriate. La gestione precoce del cheratocono può contribuire a preservare la vista e migliorare la qualità della vita.
Quanto è frequente il cheratocono
Il cheratocono è più comune di quanto si credesse. In uno studio olandese su 4,4 milioni di assicurati la prevalenza stimata è di circa 1 persona su 375, con diagnosi in media a 28 anni e una leggera prevalenza maschile (60,6% dei casi). Le stime meno recenti, ottenute con strumenti diagnostici meno sensibili, erano da 5 a 10 volte più basse.
Una meta-analisi su oltre 7 milioni di persone ha individuato i principali fattori di rischio: avere un familiare con cheratocono (rischio circa 6 volte maggiore), lo sfregamento abituale degli occhi (circa 3 volte), eczema, asma e allergie. Per questo, se in famiglia c’è un caso, è utile una topografia corneale anche senza disturbi.
Cosa evitare se hai il cheratocono
Non strofinare gli occhi: è il fattore di rischio modificabile più importante. Se prudono, vanno trattate l’allergia o la secchezza oculare con i colliri indicati dall’oculista.
Non usare lenti a contatto non adattate: le lenti per il cheratocono vanno scelte e controllate da uno specialista.
Non sottoporti al laser refrattivo tradizionale (LASIK, SMILE): assottiglierebbe una cornea già fragile. Le alternative esistono e si valutano in visita.
Non saltare i controlli: soprattutto da giovani, la topografia ripetuta nel tempo è l’unico modo per accorgersi in tempo che il cheratocono sta peggiorando.
Come si cura il cheratocono
La cura dipende dalla fase. Se il cheratocono peggiora, il primo obiettivo è fermarlo con il cross-linking corneale, che rinforza la cornea con riboflavina e luce ultravioletta A (1.500 € per occhio). In uno studio randomizzato a tre anni, gli occhi trattati si sono stabilizzati mentre quelli non trattati hanno continuato a peggiorare.
Per vedere meglio si usano occhiali o lenti a contatto rigide, in casi selezionati la PRK topoguidata associata al cross-linking, gli anelli intracorneali o, con il cheratocono stabile, le lenti ICL. Il trapianto di cornea resta per le forme avanzate.
Domande frequenti sul cheratocono
Le risposte brevi alle domande più frequenti. Per il tuo caso serve una visita con topografia corneale: prenota online.
Il cheratocono è una malattia grave?
È una malattia cronica della cornea che può peggiorare la vista, ma non porta alla cecità. Se viene riconosciuto in tempo, il cross-linking può fermarne la progressione e la vista si corregge con occhiali, lenti o interventi dedicati.
Il cheratocono si può guarire?
La deformazione già presente non regredisce da sola, ma la malattia si può fermare con il cross-linking e la vista si può migliorare con lenti a contatto, anelli intracorneali, lenti ICL o, nei casi avanzati, con il trapianto di cornea.
Il cheratocono è ereditario?
Esiste una predisposizione familiare: chi ha un parente con cheratocono ha un rischio circa 6 volte maggiore. Per questo i familiari, soprattutto se giovani, fanno bene a eseguire una topografia corneale.
Il cheratocono peggiora sempre?
No. In genere compare nell’adolescenza e può evolvere fino ai 30-40 anni, poi tende a stabilizzarsi. La velocità di progressione è molto variabile e si misura solo con topografie ripetute nel tempo.
Con il cheratocono si può fare il laser per togliere gli occhiali?
Il laser refrattivo tradizionale non è indicato perché assottiglia la cornea. In casi selezionati si associa una PRK topoguidata al cross-linking; con il cheratocono stabile l’alternativa sono le lenti ICL.
Cosa non fare con il cheratocono?
Non strofinare gli occhi, non usare lenti a contatto non adattate da uno specialista, non sottoporsi al laser refrattivo tradizionale e non saltare i controlli con topografia.
Approfondimenti sul cheratocono
Approfondisci: lenti ICL, astigmatismo, vista annebbiata.
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Dott. Alessandro Boldini
Medico oculista GRI
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Dott. Daniele Marchina
Medico oculista GRI
Revisione medica
I contenuti di questa pagina sono revisionati dal Dott. Alessandro Boldini e dal Dott. Daniele Marchina, medici oculisti del Gruppo Refrattivo Italiano.
Le fonti scientifiche di riferimento sono pubblicazioni peer-reviewed del Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo e fondatore del Gruppo Refrattivo Italiano: ORCID 0000-0002-1566-3662 · Google Scholar · PubMed · tutte le 60 pubblicazioni.
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Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2026.
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