La risposta breve
Dai 18 o 19 anni, a patto che il difetto visivo sia stabile. Verso l’alto non c’è un limite di età. Tecnicamente non esistono veri limiti per un trattamento laser: esistono quattro condizioni, e valgono tutte insieme.
Dai 18 o 19 anni, a patto che il difetto visivo sia stabile. Verso l’alto non c’è un limite di età. Tecnicamente non esistono veri limiti per un trattamento laser: esistono quattro condizioni, e valgono tutte insieme.
Almeno 18 o 19 anni. È l’età in cui l’occhio ha finito di crescere e il difetto tende a stabilizzarsi.
Stabilità del difetto visivo. La stabilità totale non esiste, perché l’occhio continua a cambiare per tutta la vita. Si interviene quando il difetto è ragionevolmente fermo, di solito dopo almeno dodici mesi senza variazioni significative.
Cornea idonea. Spessore e topografia decidono quale tecnica è possibile, e talvolta se è possibile.
Assenza di patologie oculari attive.
E verso l’alto? Non c’è un limite massimo. Esistono tecnologie adatte a correggere tutti i difetti refrattivi a ogni età. Dopo i 45 anni la domanda cambia forma, perché entra la presbiopia: la scelta non è più solo se togliere la miopia, ma quale visione si vuole a quale distanza.
I criteri qui sopra sono gli stessi di dieci anni fa. Quello che si è spostato, e parecchio, è il momento in cui le persone decidono di attraversarli. Chi si opera oggi nelle nostre sedi ha nove anni meno di chi si operava nel 2021.
Fra il 2021 e il 2025 l’età mediana al momento dell’intervento è scesa da 54,3 a 45,5 anni. Nei primi otto mesi e mezzo del 2026 è a 44,1. Anno per anno: 54,3, 52,6, 51,6, 51,2, 45,5.
I pazienti operati fra i 20 e i 29 anni sono passati da 57 a 273 l’anno, quasi cinque volte. Quelli fra i 30 e i 39 da 224 a 382.
Sopra i quarant’anni, nello stesso periodo, il saldo è meno diciotto pazienti. Tutta la crescita chirurgica si concentra sotto i quaranta.
La casistica è di 1.328 pazienti operati l’anno in media, su due sedi, dal 2021 al 2025.
Agosto è il mese in cui non ci si opera: il 4,5% degli interventi dell’anno. I picchi sono dicembre, maggio e ottobre.
Questa è la forma di un anno tipo: la media dei pazienti operati per fascia dal 2021 al 2025. Dentro lo stesso grafico ci sono due popolazioni. L’addensamento fra i 50 e i 70 anni è in larga parte cataratta, e segue l’età anagrafica. Quello fra i 20 e i 40 è chirurgia refrattiva, e segue una decisione.
La stessa casistica, letta sul calendario. Ogni barra è la quota degli interventi dell’anno eseguita in quel mese, in media sui cinque anni dal 2021 al 2025.
Agosto è il mese in cui non ci si opera: il 4,5% degli interventi dell’anno, meno della metà di un mese medio, e succede ogni anno. I picchi sono dicembre, maggio e ottobre. L’ultimo trimestre da solo vale quasi il 29% dell’anno, l’estate il 20%.
Le età non si comportano allo stesso modo. Nel biennio 2024-2025 i pazienti fra i 20 e i 29 anni si sono operati a luglio nel 9,9% dei casi, quelli fra i 60 e i 69 nel 4,3%: i giovani usano il mese prima della pausa estiva, i più anziani saltano l’estate intera. Agosto lo evitano tutti.
Quello che è cambiato non è l’occhio dei nostri pazienti. È il momento in cui decidono di occuparsene.
Vent’anni fa la chirurgia refrattiva si valutava dopo aver provato tutto il resto. Oggi per molti ventenni è la prima opzione, non l’ultima.
Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmico, Gruppo Refrattivo Italiano.
Fascia | Media anno | Quota | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
10-19 | 1 | 0,1% | – | – | 1 | 2 | 3 |
20-29 | 153 | 11,5% | 57 | 99 | 152 | 184 | 273 |
30-39 | 269 | 20,3% | 224 | 223 | 265 | 253 | 382 |
40-49 | 195 | 14,7% | 173 | 231 | 186 | 194 | 191 |
50-59 | 318 | 24,0% | 302 | 339 | 325 | 344 | 281 |
60-69 | 205 | 15,5% | 230 | 225 | 195 | 185 | 191 |
70-79 | 121 | 9,1% | 116 | 108 | 114 | 124 | 143 |
80+ | 65 | 4,9% | 66 | 60 | 75 | 60 | 63 |
Totale | 1.328 | 100% | 1.168 | 1.285 | 1.313 | 1.346 | 1.527 |
Pazienti unici per anno con almeno una prestazione classificata come intervento. Il 2020 non compare: attività sospesa e riavviata durante la pandemia, 187 pazienti in tutto, non confrontabile. Il 2026 non compare perché fermo al 15 settembre.
Non dicono che gli italiani si operano più giovani. Dicono che chi arriva da noi si opera più giovane. Sono due frasi diverse e solo la seconda è dimostrata da questi dati: la casistica di due centri non è un campione della popolazione italiana.
Una parte della crescita è una nostra scelta commerciale. Nel listino esistono tariffe dedicate agli under 35. Coprono per intero la fascia 20-29 e circa metà della 30-39, e le fasce disponibili sono decennali: non è possibile isolare i 35-39 per verificare se crescono anche loro. Lo dichiariamo perché senza questa informazione il resto non è leggibile.
Non è cambiato chi entra, è cambiato chi decide. L’età mediana alla prima visita nella fascia 18-45 si è mossa appena, da 34 a 32 anni. I pazienti giovani arrivavano anche prima. Quello che è cambiato è la quota di loro che arriva fino alla sala operatoria.
Fonte. Gestionale clinico del Gruppo Refrattivo Italiano, sedi di Brescia e Bergamo. Estrazione aggregata e pseudonimizzata, nessun dato identificativo utilizzato.
Unità di conto. Pazienti unici per anno con almeno una prestazione classificata come intervento. Un paziente operato in due anni diversi conta una volta per anno, per questo non viene indicato un totale complessivo di periodo.
Periodo. 1 gennaio 2021 - 31 dicembre 2025 per tutti i grafici e i confronti. Il 2026, aggiornato al 15 settembre, è citato solo nel testo e indicato come parziale.
Età mediana. Stimata per interpolazione lineare all’interno delle fasce decennali, la granularità più fine disponibile in forma aggregata. Va letta come ordine di grandezza.
Stagionalità. Quota degli interventi dell’anno per mese di esecuzione, media aritmetica delle quote dei cinque anni 2021-2025. Il conteggio è per pazienti unici nel mese: chi è stato operato ai due occhi in mesi diversi conta in entrambi. Il confronto fra fasce di età usa il biennio 2024-2025, 465 pazienti fra i 20 e i 29 anni e 395 fra i 60 e i 69.
Esclusioni. Il 2020 è escluso dai confronti: attività sospesa e riavviata durante la pandemia, 187 pazienti in tutto.
Limite noto. Cataratta e chirurgia refrattiva non sono distinguibili nel gestionale. Per questo l’analisi usa conteggi assoluti per fascia e non quote, che sarebbero sensibili al mix fra le due.
L’interesse del Gruppo Refrattivo Italiano per l’epidemiologia della miopia non nasce con questa rilevazione. Il Dott. Andrea Russo è primo autore di due revisioni internazionali sui meccanismi di insorgenza e progressione della miopia e sulle strategie per rallentarla.
Russo A, Semeraro F, Romano MR, Mastropasqua R, Dell’Omo R, Costagliola C. Myopia onset and progression: can it be prevented? International Ophthalmology, 2013;34(3):693-705. doi.org/10.1007/s10792-013-9844-1
Russo A, Boldini A, Romano D, Mazza G, Bignotti S, Morescalchi F, Semeraro F. Myopia: Mechanisms and Strategies to Slow Down Its Progression. Journal of Ophthalmology, 2022;2022:1004977. doi.org/10.1155/2022/1004977
Dai 18 o 19 anni, quando l’occhio ha finito di crescere e il difetto visivo si è stabilizzato. Non è l’età sulla carta d’identità a decidere, ma la stabilità documentata del difetto.
No. Non esiste un limite massimo: esistono tecnologie adatte a correggere tutti i difetti refrattivi a ogni età. Dopo i 45 anni entra in gioco anche la presbiopia, e la valutazione si allarga a quale visione si desidera a quale distanza.
Di norma servono almeno dodici mesi senza variazioni significative. La stabilità totale non esiste, perché l’occhio continua a cambiare per tutta la vita: si interviene quando il difetto è ragionevolmente fermo.
Sì, se il difetto è stabile e la cornea è idonea. Nella nostra casistica i pazienti operati fra i 20 e i 29 anni sono passati da 57 nel 2021 a 273 nel 2025.
Nelle nostre sedi l’età mediana al momento dell’intervento è passata da 54,3 anni nel 2021 a 45,5 nel 2025. Il dato comprende sia la chirurgia refrattiva sia la cataratta.
Nella nostra casistica i mesi con più interventi sono dicembre, maggio e ottobre. Agosto è il mese con meno interventi in assoluto, il 4,5% dell’anno. La scelta del periodo dipende dal calendario del paziente e dai tempi di recupero della tecnica scelta, da valutare in visita.
I dati di questa pagina sono liberamente citabili con attribuzione a Gruppo Refrattivo Italiano. Tabella completa, grafici in alta risoluzione e nota metodologica estesa sono disponibili su richiesta, insieme alla disponibilità per approfondimenti con il Dott. Andrea Russo.
Brescia 030 30 99 888 · Bergamo 035 26 81 539
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I contenuti clinici di questa pagina sono stati rivisti dal Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmico, Gruppo Refrattivo Italiano, sedi di Brescia e Bergamo. I dati provengono dal gestionale clinico delle due sedi e sono stati verificati dall’autore.
Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026.