Revisione medica: Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo, primo autore dello studio.
Chi si opera di cataratta o di presbiopia con una lente intraoculare "a profondità di fuoco estesa" vuole sapere una cosa sola: quanto vedrò bene da lontano, al computer e da vicino? Lo strumento che risponde a questa domanda si chiama curva di defocus, e fino a oggi si poteva misurare solo in modo soggettivo, facendo leggere al paziente l'ottotipo attraverso una serie di lenti. Uno studio multicentrico guidato dal Gruppo Refrattivo Italiano, pubblicato il 29 ottobre 2026 sull'American Journal of Ophthalmology, dimostra che la stessa curva si può ricavare in modo oggettivo, in pochi secondi, da una singola misura dell'occhio.
L'articolo, Constructing an Objective Defocus Curve from Pyramidal Wavefront Aberrometry, è ad accesso libero: chiunque può leggerlo per intero.
Che cos'è la curva di defocus e perché conta
Una lente intraoculare multifocale o a profondità di fuoco estesa non dà la stessa nitidezza a tutte le distanze. La curva di defocus descrive proprio questo: quante righe dell'ottotipo si leggono a ogni distanza, dal lontano al vicino. È il modo più completo per giudicare una lente per la presbiopia o per l'intervento di cataratta con lenti premium, ma l'esame soggettivo dura 10-15 minuti, stanca il paziente e dipende da chi lo esegue.
Che cosa ha fatto lo studio
Il gruppo di ricerca ha misurato 98 occhi di 63 pazienti operati di cataratta o di sostituzione del cristallino con la lente RayOne Galaxy (una lente refrattiva a spirale, senza anelli diffrattivi) in tre centri: Brescia, Bristol e Genova. Ogni occhio è stato esaminato con l'aberrometro piramidale Osiris (CSO, Firenze), che fotografa in un istante come l'occhio piega la luce. Da quella singola acquisizione un software ha simulato al computer la sfocatura a ogni distanza e l'ha tradotta in righe di ottotipo. La curva così ottenuta è stata confrontata con quella soggettiva, misurata nel modo tradizionale.
Per verificare che il metodo non funzionasse solo sui pazienti usati per costruirlo, gli autori lo hanno applicato anche a una coorte esterna di 19 occhi operati in un quarto centro (Bologna) con altre lenti a profondità di fuoco estesa.
Lo sapevi che? L'acuità visiva si misura in logMAR: 0,1 logMAR corrisponde a una riga dell'ottotipo. Nello studio, la curva oggettiva e quella soggettiva differiscono in media di meno di una riga.
I risultati
Nel gruppo di verifica interno lo scarto medio tra curva oggettiva e soggettiva è stato di 0,095 logMAR, con una differenza sistematica di appena 0,016 logMAR.
Nella coorte esterna, con lenti diverse e in un centro diverso, il risultato è rimasto stabile: 0,092 logMAR di scarto e −0,021 logMAR di differenza sistematica.
La profondità di fuoco stimata dalla misura oggettiva ha coinciso con quella soggettiva entro 0,1-0,15 diottrie.
Con la lente studiata, l'88,8% degli occhi ha raggiunto 10/10 o più da lontano, con una profondità di fuoco media di 2,43 diottrie (classificazione "Full-DOFi, continua").
Che cosa cambia per chi si opera
Una curva di defocus oggettiva permette di valutare il risultato di una lente premium in modo ripetibile, senza dipendere dalla collaborazione del paziente o dall'esperienza dell'esaminatore. In prospettiva potrà aiutare a confrontare lenti diverse con lo stesso metro, a controllare l'esito nel tempo e, quando la misura sarà possibile anche prima dell'intervento, a scegliere la lente più adatta a ciascun occhio. Gli autori sono chiari sui limiti: il metodo va ancora validato sulle lenti diffrattive e sulle curve a diverse ampiezze di pupilla.
Chi ha condotto la ricerca
Lo studio è firmato da Andrea Russo (Gruppo Refrattivo Italiano, Brescia), Francesco Versaci (CSO, Firenze), Vito Romano (Università di Brescia), Kieren Darcy e Stephen Taylor (Vision Care Clinic, Bristol), Valerio Bo (Casa della Salute, Genova), Ottavia Filini, Alessandro Boldini e Jacopo Zilioli (Gruppo Refrattivo Italiano) e Giacomo Savini (IRCCS Fondazione Bietti, Roma). I pazienti italiani sono stati operati e misurati all'Istituto Chirurgico Palazzo Manzoni di Brescia, sede del GRI. È il frutto della collaborazione tra il GRI e il reparto di ricerca di CSO, l'azienda fiorentina che produce l'aberrometro Osiris.
Il Dott. Russo è autore di 61 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, citate più di 1.200 volte: l'elenco completo è nella pagina delle pubblicazioni del GRI. Se stai valutando l'intervento di cataratta con lenti premium o la correzione della presbiopia, puoi prenotare una visita nelle sedi di Brescia e Bergamo.
Riferimento bibliografico
Russo A, Versaci F, Romano V, Darcy K, Bo V, Filini O, Taylor S, Boldini A, Zilioli J, Savini G. Constructing an Objective Defocus Curve from Pyramidal Wavefront Aberrometry: Mapping Objective-to-Subjective Through-Focus Response. American Journal of Ophthalmology. 2026 Oct 29 (online, in press). DOI: 10.1016/j.ajo.2026.10.018. Open access.
)