D-EYE, ottica per smartphone che fotografa la retina
05 ottobre 2026

Fondo oculare con lo smartphone: come funziona la teleoftalmologia e quando è utile

Revisione medica: Dott. Andrea Russo, chirurgo oftalmologo e inventore di D-EYE, uno dei dispositivi citati nell’articolo.

Guardare il fondo dell’occhio significa vedere la retina, il nervo ottico e i vasi sanguigni: è uno dei pochi punti del corpo in cui un medico osserva direttamente vasi e nervi senza esami invasivi. Per questo l’esame del fondo oculare serve non solo all’oculista, ma anche al diabetologo, al medico del pronto soccorso, al neurologo e al pediatra.

Il problema è che l’oftalmoscopio tradizionale richiede esperienza e le retinografie fisse sono costose e poco trasportabili. Da oltre dieci anni esistono ottiche che si applicano allo smartphone e lo trasformano in un piccolo oftalmoscopio digitale: le immagini si salvano, si confrontano nel tempo e si possono inviare a un oculista anche a distanza. È la base della teleoftalmologia.

Che cos’è la teleoftalmologia

È la parte della telemedicina che riguarda gli occhi: le immagini e i dati raccolti in un luogo (un ambulatorio di medicina generale, un reparto, una scuola, una casa di riposo) vengono valutati da un oculista che si trova altrove. Non sostituisce la visita, ma permette di decidere chi deve essere visitato e con quale urgenza, accorciando i tempi per chi ne ha bisogno.

Le applicazioni più studiate sono lo screening della retinopatia diabetica, il controllo del fondo oculare in pronto soccorso, l’esame dei bambini e dei pazienti che non possono spostarsi, e la didattica per studenti e specializzandi.

Come funziona l’esame del fondo oculare con lo smartphone

L’ottica si aggancia alla fotocamera del telefono e sfrutta la sua luce per illuminare la retina, come un oftalmoscopio diretto. Un’app gestisce messa a fuoco, intensità della luce, foto e video. Alcuni sistemi usano filtri polarizzati per ridurre i riflessi della cornea: in questo modo l’esame si può fare in molti casi anche senza collirio per dilatare la pupilla, con un campo inquadrato di circa 20 gradi.

Dilatare la pupilla però migliora la qualità. In una revisione con meta-analisi degli studi sullo screening della retinopatia diabetica, le immagini non valutabili erano il 5,3% con lo smartphone, il 3,4% con la retinografia classica in midriasi e il 12,1% con la retinografia senza dilatazione: gli autori raccomandano, quando possibile, di fotografare a pupilla dilatata.

Lo sapevi che?

In uno studio in pronto soccorso su 52 pazienti con crisi ipertensiva, l’esame del fondo oculare con lo smartphone è durato in media 74 secondi contro i 130 dell’oftalmoscopio tradizionale, e ha individuato alterazioni (emorragie, essudati, edema della papilla) che l’esame tradizionale non aveva rilevato.

Fonte: Muiesan ML et al., Journal of Hypertension 2017

Quanto è affidabile

Nella retinopatia diabetica i dati sono incoraggianti. Una meta-analisi di 9 studi con 1.430 pazienti ha calcolato per lo smartphone una sensibilità dell’87% e una specificità del 94% nel riconoscere una qualsiasi retinopatia diabetica, che salgono al 92% e al 99% per la forma proliferante, la più grave. Per la retinopatia che richiede l’invio all’oculista la sensibilità era del 91%.

I limiti ci sono. Le forme lievi vengono riconosciute meno spesso (sensibilità intorno al 39% nella stessa meta-analisi), la qualità delle immagini varia molto tra dispositivi e operatori, e la cataratta o una pupilla stretta possono rendere l’esame non valutabile. Per questo le revisioni concludono che lo smartphone è un buon strumento di screening, soprattutto dove le retinografie non arrivano, ma non sostituisce ancora la retinografia in midriasi né la visita completa.

Nel primo studio clinico su D-EYE, condotto alla Clinica oculistica dell’Università di Brescia su 240 occhi di pazienti diabetici, il grado di retinopatia coincideva con quello della lampada a fessura nell’85% dei casi e nel 96,7% differiva al massimo di un livello.

Dove è più utile

  • Medicina generale e diabetologia: una foto del fondo oculare durante il controllo del diabete, inviata all’oculista, aiuta a non perdere chi ha una retinopatia che richiede cure.

  • Pronto soccorso: nella crisi ipertensiva o nel sospetto di edema della papilla, quando l’oculista non è sempre disponibile.

  • Pediatria: permette di valutare il riflesso rosso e il fondo oculare anche nei bambini piccoli.

  • Pazienti che non possono spostarsi: persone allettate, ricoverate o in struttura.

  • Didattica: studenti e specializzandi vedono e condividono le stesse immagini del docente.

Cosa non può sostituire

L’esame con lo smartphone non sostituisce la visita oculistica completa, il fondo oculare a pupilla dilatata con lente e lampada a fessura, né l’OCT, che misura gli strati della retina e della macula. Serve a portare l’esame dove manca e a decidere prima chi deve essere visitato.

Alcuni sintomi richiedono invece una visita in giornata: lampi di luce, comparsa improvvisa di mosche volanti, un’ombra o una tenda nel campo visivo (possibili segni di distacco o rottura della retina), un calo improvviso della vista o linee che appaiono storte.

D-EYE, un’invenzione nata a Brescia

Uno dei primi dispositivi di questo tipo, D-EYE, è stato ideato dal Dott. Andrea Russo quando lavorava alla Clinica oculistica dell’Università di Brescia ed è stato premiato nel 2014 dalla Società Oftalmologica Italiana come miglior progetto applicato all’oftalmologia italiana. Oggi il Dott. Russo si occupa di chirurgia refrattiva e della cataratta al Gruppo Refrattivo Italiano, a Brescia e a Bergamo. Lo citiamo per trasparenza: è anche il revisore di questo articolo.

Domande frequenti

Si può fare l’esame del fondo oculare con lo smartphone da soli, a casa?

No. Lo smartphone serve da strumento al medico, all’ortottista o all’infermiere formato: bisogna sapere dove guardare e come leggere le immagini, che vanno valutate da un oculista. Non è un test fai da te.

L’esame con lo smartphone sostituisce la visita oculistica?

No. È uno strumento di screening e di consulto a distanza: individua chi ha bisogno di una visita e la rende più tempestiva. La diagnosi e la cura restano affidate alla visita completa, con il fondo oculare in midriasi e, quando serve, l’OCT.

Serve dilatare la pupilla?

Con alcuni dispositivi l’esame si può fare anche senza collirio, ma la qualità migliora a pupilla dilatata: nella revisione degli studi sullo screening della retinopatia diabetica le immagini non valutabili erano il 5,3% con lo smartphone, il 3,4% con la retinografia in midriasi e il 12,1% con la retinografia senza dilatazione.

Chi ha il diabete può farsi controllare il fondo oculare con lo smartphone?

Può essere una prima valutazione utile quando una visita non è a portata di mano, per esempio dal medico di base. Le forme lievi di retinopatia però sfuggono più spesso: il controllo periodico completo dall’oculista resta necessario.

Quando invece bisogna andare subito dall’oculista?

In caso di lampi di luce, comparsa improvvisa di mosche volanti, un’ombra o una tenda nel campo visivo, calo improvviso della vista o distorsione delle linee: sono sintomi da valutare in giornata, non con un esame a distanza.

Per un controllo completo della retina puoi prenotare una visita nelle sedi di Brescia e Bergamo.

Bibliografia

  • Tan CH, Kyaw BM, Smith H, Tan CS, Tudor Car L. Use of Smartphones to Detect Diabetic Retinopathy: Scoping Review and Meta-Analysis of Diagnostic Test Accuracy Studies. J Med Internet Res, 2020;22(5):e16658. DOI 10.2196/16658

  • Kanclerz P, Tuuminen R, Khoramnia R. Imaging Modalities Employed in Diabetic Retinopathy Screening: A Review and Meta-Analysis. Diagnostics, 2021;11(10):1802. DOI 10.3390/diagnostics11101802

  • Wintergerst MWM, Jansen LG, Holz FG, Finger RP. Smartphone-Based Fundus Imaging: Where Are We Now? Asia Pac J Ophthalmol, 2020;9(4):308-314. DOI 10.1097/APO.0000000000000303

  • Russo A, Morescalchi F, Costagliola C, Delcassi L, Semeraro F. Comparison of smartphone ophthalmoscopy with slit-lamp biomicroscopy for grading diabetic retinopathy. Am J Ophthalmol, 2015;159(2):360-364. DOI 10.1016/j.ajo.2014.11.008

  • Muiesan ML, Salvetti M, Paini A, et al. Ocular fundus photography with a smartphone device in acute hypertension. J Hypertens, 2017;35(8):1660-1665. DOI 10.1097/HJH.0000000000001354

Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2026.

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