19 febbraio 2026
Presbiopia

Intervento presbiopia: perché non esiste una soluzione unica per tutti

"Esiste l'operazione migliore in assoluto per eliminare gli occhiali da lettura?" Questa è la domanda che, inevitabilmente, ogni persona con presbiopia ci pone durante la visita preoperatoria. La speranza è quella di trovare un'unica procedura che restituisca la vista dei vent'anni.

In realtà non esiste l'intervento migliore in assoluto, ma quello migliore per le specifiche esigenze personali. A differenza della correzione della miopia nei giovani, che risponde a parametri abbastanza standardizzati, l'intervento di presbiopia rappresenta la sfida più sofisticata della chirurgia refrattiva moderna.

La presbiopia è un difetto dinamico, evolutivo e profondamente legato all'invecchiamento dei tessuti. Per questo motivo, la soluzione più adeguata dev’essere valutata di volta in volta sulla base di tre variabili: l'anatomia dell’occhio, l’età biologica e lo stile di vita.

Cos’è la presbiopia e perché è un difetto visivo diverso dagli altri?

Per capire perché non esiste una sola soluzione per la presbiopia, bisogna comprendere la natura del problema. La miopia o l'astigmatismo sono difetti statici: l'occhio è troppo lungo o la cornea è ovalizzata.

La presbiopia, invece, è un difetto funzionale e progressivo. Nasce dall'indurimento del cristallino, la lente naturale interna all'occhio che funziona come lo zoom di una macchina fotografica. Fino ai 40 anni circa, il cristallino è morbido e flessibile, capace di cambiare forma istantaneamente per mettere a fuoco oggetti vicini (accomodazione). Dopo i 40-45 anni, perde elasticità e si irrigidisce.

L'obiettivo della chirurgia, quindi, non è solo riportare il fuoco sulla retina (come nella miopia), ma compensare questa perdita di movimento, restituendo al paziente una profondità di campo che gli permetta di gestire tre distanze fondamentali:

  • lontano, per attività come guidare, guardare la TV, riconoscere un volto;

  • intermedio, ad esempio per lavorare al computer, guardare il cruscotto dell'auto, cucinare, leggere i prezzi al supermercato;

  • vicino, per leggere un messaggio sullo smartphone, infilare un ago, leggere un libro.

Intervento presbiopia: quali sono le soluzioni?

Oggi la chirurgia refrattiva offre diverse strade per correggere la presbiopia ed eliminare l’uso degli occhiali, sia da lontano che da vicino. La scelta dipende principalmente dall'età del paziente e dallo stato di trasparenza del suo cristallino.

Trattamento laser Femto-LASIK Presbyond

Nessun cristallino artificiale è una soluzione migliore rispetto a quello naturale. Se il cristallino è ancora trasparente e sano, e quindi la presbiopia non è associata alla cataratta, l’opzione più adeguata è il trattamento laser Femto-LASIK Presbyond.

Questa tecnica funziona correggendo un occhio per vedere un po’ meglio da lontano e l’altro per vedere un po’ meglio da vicino. L’algoritmo specifico della Presbyond agevola la plasticità del cervello, che fonde le due immagini offrendo una visione perfetta a qualunque distanza.

Sostituzione del cristallino

Quando il cristallino inizia a opacizzarsi la strada maestra diventa la sostituzione del cristallino. Si procede con la rimozione del cristallino naturale ormai rigido e l'inserimento di una lente intraoculare. È una soluzione definitiva: la lente artificiale non invecchia e il difetto non torna.

A differenza del trattamento coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle cliniche del Gruppo Refrattivo Italiano utilizziamo Lenti Intraoculari (IOL) Premium, che consentono di correggere anche altri difetti visivi associati: miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia. In questo modo, sarà finalmente possibile abbandonare definitivamente gli occhiali.

Fai fatica a vedere da vicino e vuoi sapere qual è la soluzione più adatta a te? Parlane con i nostri specialisti, prenota qui una visita presso una delle cliniche del Gruppo Refrattivo Italiano.

Intervento presbiopia: come si sceglie la soluzione più adatta?

Per stabilire quale strada percorrere, è necessario analizzare in modo approfondito le condizioni degli occhi. La visita preoperatoria include una serie di esami specifici, tra cui soprattutto:

  • Pupillometria. Si misura il diametro della pupilla al buio e alla luce. Una pupilla molto grande al buio potrebbe soffrire di più gli aloni delle lenti multifocali.

  • Aberrometria. Mappa le aberrazioni ottiche di alto ordine dell'occhio come coma e aberrazioni sferiche. Si tratta di imperfezioni ottiche dell’occhio che degradano la qualità dell’immagine retinica, uniche come un'impronta digitale.

  • Dominanza oculare. Identificare con precisione quale occhio guida la visione è fondamentale per bilanciare le correzioni.

  • Dry Eye Test. La salute del film lacrimale è cruciale. Per prevenire qualunque tipo di rischio e ottenere il risultato desiderato, l’occhio secco dev’essere curato prima dell'intervento.

Intervento presbiopia, le domande più frequenti

È possibile operare entrambi gli occhi lo stesso giorno?

Sì, anzi la chirurgia bilaterale simultanea è spesso la procedura consigliata. Correggere entrambi gli occhi nella stessa seduta permette al cervello di adattarsi molto più velocemente alla nuova visione (neuro-adattamento), evitando quel fastidioso periodo di sbilanciamento in cui un occhio vede bene e l'altro no. In più, riduce i tempi di convalescenza e l'uso di colliri post-operatori a un unico periodo.

Se faccio il laser oggi per la presbiopia, potrò fare la cataratta domani?

Assolutamente sì. Aver fatto un intervento presbiopia con il laser sulla cornea non impedisce un futuro intervento di cataratta. Naturalmente sarà necessario informare il chirurgo per ricalcolare con formule speciali la potenza della lente intraoculare.

Sentirò dolore durante l'intervento di presbiopia?

Assolutamente no. L'intervento di presbiopia viene eseguito in anestesia topica, cioè utilizzando solo poche gocce di collirio anestetico. Il paziente è sveglio ma non avverte alcun dolore. Nelle ore successive, è normale percepire una leggera sensazione di corpo estraneo o bruciore (tipo sabbia negli occhi), che scompare rapidamente con la terapia prescritta. Il recupero visivo funzionale è solitamente rapidissimo, permettendo il ritorno alla vita sociale in 24-48 ore.

Cosa succede se non mi abituo alla visione multifocale?

Il cervello è una macchina meravigliosa dotata di neuroplasticità. Il 95% dei pazienti si adatta nel giro di poche settimane, imparando a ignorare gli aloni e a mettere a fuoco istintivamente. Nei rarissimi casi di mancato adattamento, le lenti intraoculari possono, comunque, essere sostituite con modelli monofocali, tornando a una visione standard.

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