donna anziana con cataratta matura guarda gli occhiali che regge con le mani
05 giugno 2026
Cataratta

Cataratta matura: sintomi, rischi e perché non conviene aspettare troppo

Vedi il mondo come attraverso un vetro sporco e appannato, i colori ti sembrano sbiaditi e le luci dei fari delle auto creano fastidiosi aloni? Probabilmente hai già ricevuto una diagnosi e ti stai chiedendo se sia il caso di attendere che la patologia diventi una cataratta matura prima di affrontarla.

Per molto tempo si è creduto, erroneamente, che l'operazione andasse rimandata il più possibile. Oggi, grazie all'eccellenza delle moderne tecnologie di chirurgia refrattiva, questo approccio è del tutto superato. Attendere che il cristallino si opacizzi completamente non solo è inutile, ma compromette profondamente la tua qualità di vita nel periodo di attesa. In questo articolo scopriremo insieme cosa accade quando la patologia raggiunge uno stadio avanzato, quali sono i campanelli d'allarme e perché la scelta migliore per i tuoi occhi è intervenire con tempestività.

Cos'è la cataratta matura e come si riconosce?

La cataratta è un processo degenerativo naturale che colpisce la lente situata all'interno dell’occhio, chiamata cristallino. In condizioni normali e in giovane età, questa lente è perfettamente trasparente, elastica e flessibile.

Con il passare degli anni, però, il cristallino va incontro a un inesorabile processo di invecchiamento. Questo si traduce inizialmente in un irrigidimento della lente che causa la presbiopia, cioè la difficoltà a mettere a fuoco da vicino. Successivamente, si va incontro a una sua progressiva opacizzazione. Quando questa opacità avanza in modo significativo, ci troviamo di fronte alla condizione nota come cataratta.

Quando parliamo di cataratta matura, ci riferiamo semplicemente a uno stadio molto avanzato di questo stesso processo. L'opacità del cristallino diventa talmente densa e diffusa da ostacolare gravemente il passaggio della luce verso la retina. Immagina di guardare attraverso una finestra che non viene pulita da anni: le immagini perdono progressivamente di nitidezza e definizione, fino a rendere difficili i gesti più semplici.

Quali sono i sintomi della cataratta matura?

Nelle fasi iniziali, l'opacizzazione è lieve e il disturbo può passare inosservato. Ma man mano che la cataratta evolve verso la maturazione, i sintomi diventano impossibili da ignorare. Tra i segnali più comuni a cui devi prestare attenzione troviamo:

  • Visione offuscata o annebbiata: è il sintomo principale. Le immagini perdono i loro contorni netti, indipendentemente dall'uso degli occhiali.

  • Percezione alterata dei colori: la vista assume una tonalità sbiadita o ingiallita, poiché il cristallino opaco agisce come un filtro che riduce la vivacità cromatica.

  • Sensibilità alla luce e aloni: potresti avvertire maggiore sensibilità (fotofobia) e notare fastidiosi cerchi luminosi o bagliori attorno alle fonti di luce, specie durante la guida notturna.

  • Necessità di maggiore illuminazione: avverti un bisogno costante di luce più intensa per leggere o svolgere le normali attività quotidiane.

Cosa succede se si ritarda l’intervento di cataratta?

Man mano che la patologia progredisce, il cristallino si indurisce notevolmente e diventa sempre più torbido. Questo irrigidimento estremo rende la rimozione della lente naturale tecnicamente più complessa. Senza dimenticare che attendere troppo a lungo significa vivere per mesi o anni con una capacità visiva gravemente compromessa, limitando la propria indipendenza, la capacità di guidare in sicurezza e il piacere della lettura.

Nelle cliniche del Gruppo Refrattivo Italiano a Brescia e Bergamo, ogni paziente segue un percorso su misura dalla prima visita fino al post-operatorio. L'impiego di strumentazioni diagnostiche all’avanguardia permette di valutare con esattezza lo stato di salute del cristallino e di pianificare intervento di cataratta nel momento clinico più opportuno, restituendo una visione nitida senza inutili ritardi.

La cataratta peggiora? Cosa accelera la patologia?

Sì, la cataratta è destinata a peggiorare sempre di più. Proprio poiché si tratta di un processo degenerativo, se non viene trattata, la patologia causa una progressiva accentuazione dei sintomi fino a causare, nei casi più gravi, ipovisione o cecità.

Sebbene l'invecchiamento sia la causa principale, esistono fattori che possono accelerare questo processo o farlo insorgere precocemente, già intorno ai 40 anni, condizione nota come cataratta giovanile.

Tra le cause scatenanti e i fattori di rischio troviamo l'esposizione incontrollata ai raggi solari senza occhiali protettivi, il fumo, traumi oculari, l'uso prolungato di farmaci a base di cortisone e patologie sistemiche. In particolare, nei pazienti affetti da diabete, gli elevati livelli di zuccheri nel sangue possono accelerare notevolmente l'opacizzazione del cristallino.

La cataratta può regredire? Come si cura?

La cataratta non regredisce né guarisce spontaneamente e non si può nemmeno curare. Oggi l’unica soluzione è l'intervento di cataratta, una delle procedure chirurgiche più sicure, rapide ed eseguite al mondo.

L'operazione è resa completamente indolore da gocce di collirio anestetico. Il chirurgo si avvale di un laser per praticare una microscopica incisione della dimensione di pochi millimetri, così piccola da non richiedere alcun punto di sutura.

Attraverso questa piccolissima apertura, il cristallino opacizzato viene frammentato e aspirato, lasciando spazio all'inserimento di una lente artificiale biocompatibile (IOL). L'intero trattamento dura pochi minuti per occhio.

Terminata la seduta, dopo un breve riposo, è possibile tornare comodamente a casa senza fastidiose bende o fasciature, con il solo consiglio di indossare un buon paio di occhiali da sole. Generalmente, già nell'arco di uno o due giorni è possibile riprendere le attività quotidiane.

Intervento di cataratta: pubblico o privato?

Se effettuato nelle cliniche del Gruppo Refrattivo Italiano, l'intervento per risolvere la cataratta offre un'incredibile opportunità: quella di liberarsi per sempre della dipendenza dagli occhiali.

Le nuove lenti artificiali, infatti, sono strumenti ottici altamente sofisticati, che correggono anche i difetti visivi preesistenti. Questo significa che è possibile azzerare simultaneamente la miopia, l'ipermetropia, l'astigmatismo e la presbiopia, ritrovando il piacere di mettere a fuoco perfettamente a tutte le distanze.

Ciò non è possibile in un ospedale. In più, nelle strutture pubbliche è generalmente difficile trovare tecnologie avanzate: ciò si traduce in tempi di recupero più lunghi, un decorso post operatorio meno agevole e in una minore precisione e sicurezza durante il trattamento.

Vorresti capire se è arrivato il momento giusto per il tuo intervento? Non aspettare che la vista peggiori. Parlane con i nostri specialisti: prenota qui una visita presso una delle cliniche del Gruppo Refrattivo Italiano a Brescia e a Bergamo.

Domande frequenti sulla cataratta

Quando è il momento giusto per operare la cataratta?

Non è necessario aspettare che la cataratta sia matura. Il momento ideale per intervenire è non appena la riduzione della qualità visiva inizia a interferire con le tue abitudini quotidiane, il lavoro o i tuoi hobby.

L'intervento chirurgico è doloroso?

Assolutamente no. Grazie al collirio anestetico l'occhio è completamente insensibile al dolore. Nel post-operatorio potresti avvertire al massimo un lieve bruciore o la sensazione di un corpo estraneo, che svanisce rapidamente.

La cataratta può riformarsi dopo l'intervento?

La cataratta vera e propria non può tornare, poiché il cristallino artificiale non si opacizza. A distanza di tempo, però, in alcuni pazienti può presentarsi la cosiddetta cataratta secondaria, ovvero un appannamento della capsula che contiene la lente. Questo problema si risolve in pochi secondi con un trattamento laser ambulatoriale totalmente indolore.

L'automazione robotica fa davvero la differenza?

In oculistica, dove una diottria equivale a 16 micron di precisione, il supporto della tecnologia laser garantisce una sicurezza, una centratura e una delicatezza sui tessuti oculari irraggiungibili con le sole tecniche manuali tradizionali.

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